Marco Castellani
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Marco Castellani
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Astronomo, divulgatore, scrittore. Nella redazione di #EduINAF, il magazine di didattica e divulgazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. Cofondatore del gruppo […]

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Esce oggi per la rubrica "Lo spazio tra le pagine" su @eduinaf la mia passeggiata tra i versi di **# silviacaratti** ("Instabilità dei microsatelliti", **Guanda Editore**) cercando tracce di cielo e di stelle.

Ne ho trovate molte. E belle […]
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January 29, 2026 at 11:32 AM
La vita di una piccola luna non è sempre rose e fiori, e anche le prospettive sul futuro spesso sono (apparentemente) sconfortanti. Fobos però segue il suo destino senza lamentarsi, sapendo che tutto cambia. E che comunque il suo "abbraccio a Marte" potrà solo rendersi più forte, senza mai venir […]
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January 29, 2026 at 8:01 AM
Sul come, alle volte, si debba andare lontano, per poter tornare finalmente a casa. Ce lo dicono gli astronauti di Apollo 13, che lontano ci sono andati davvero...

https://www.stardust.blog/2026/01/la-lunga-strada-verso-casa/
L’obiettivo non era più la Luna, no. Magari! L’obiettivo era diventato, improvvisamente, tornare a casa sani e salvi. Dopo l’esplosione del serbatoio durante il viaggio di andata, tutti i piani erano ovviamente saltati. L’unico modo per tornare a Terra, paradossalmente, era quello di spingersi lontano, più lontano di quanto nessun uomo fosse mai andato. Era l’aprile del 1970 e mentre arrivava l’annuncio ufficiale dello scioglimento dei Beatles, l’equipaggio di Apollo 13 – con l’aiuto del centro di controllo – non cercava più di andare sulla Luna. Semplicemente, cercava un modo per non morire. Ed eccolo, l’unico modo. Circumnavigare la Luna, passando per il suo “lato oscuro” e poi riagganciare la rotta verso casa. Per alcuni minuti, la connessione con il _Mission Control NASA_ si interruppe, mentre gli astronauti ammiravano – certo non nelle migliori condizioni psicologiche per contemplarlo, ma con ammirevole sangue freddo – quei meravigliosi panorami della Luna _nascosta_ , totalmente inaccessibili dalla superficie del nostro pianeta. Questi suggestivi scenari sono accessibili anche a noi, perché – grazie alle immagini acquisite dal Lunar Reconnaissance Orbiter – è stato ricostruito (per giunta, in qualità 4K) quanto gli astronauti poterono osservare dai finestrini dell’Apollo. Per inciso, non è una ricostruzione di oggi, ma ha già qualche anno. Io però mi ci sono imbattuto solo ieri e mi ha troppo colpito per evitare di scriverne qui. Ci sarebbe voluta Artemis I per portare un equipaggio umano ancora più lontano da Terra, superando i quattrocentomila chilometri di distanza (pari a circa dieci volte la circonferenza terrestre). Vedendo questo stupendo video, non posso fare a meno di avvertire un grande rispetto e anche una notevole ammirazione, per questi uomini che hanno affrontato un pericolo molto forte con lucidità e determinazione. Riportarli sani e salvi a casa è stato un lavoro incredibile, svolto in stretta coordinazione tra terra e cielo, tra il controllo missione e una piccola navicella, rifugio temporaneo di tre persone, che rischiava di perdersi per sempre nello spazio. E di nuovo, imparo qualcosa. Che la strada verso casa, verso la sicurezza e la salvezza, può ben essere lunga ed articolata, può passare per territori inesplorati dove ci sentiamo soli, fuori da ogni _zona di sicurezza_ che nel tempo ci siamo costruiti. Ma mi dico – e cerco di dirmelo ancora una volta, nella speranza di convincermi, pensando anche agli astronauti di Apollo 13 – ci sono momenti in cui tutto questo, è semplicemente indispensabile. __ FacebookXTelegramStampa ### Mi piace: Mi piace Caricamento... ### _Correlati_ * * * ### Scopri di più da Stardust Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti
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January 26, 2026 at 1:47 PM
La nuova canzone di Peter Gabriel, legata alle fasi lunari, mi riporta a intrecciare musica, arte e cielo: un piccolo rito cosmico che riaccende connessioni interiori che scaldano il cuore e mi riporta alle domande "di base" sul mistero sempre inevaso, della creatività umana […]
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January 8, 2026 at 2:15 PM
Una rassegna personale e politicamente scorretta, di quanto abbiamo scoperto del cosmo nell'anno che si sta chiudendo oggi...

https://www.stardust.blog/2025/12/lastronomia-nel-2025/
Lo ripeto spesso in questo blog, o quando mi capita di parlare in pubblico. Lo ripeto perché fa bene ricordarselo, per non perdere la meraviglia: viviamo in tempi interessanti per l’astronomia, molto più interessanti di qualsiasi altra epoca. Dobbiamo esserne contenti: solo a starci attenti, ogni giorno _accade qualcosa_. Ogni giorno arriva una nuova scoperta, non c’è ormai più niente di statico. Mai il cielo delle _stelle fisse_ è stato più mutevole e cangiante rispetto a quello di oggi. Possiamo capirlo anche passando rapidamente in rassegna le acquisizioni principali dell’anno che si sta concludendo, per esempio. Operazione non troppo originale, lo concedo1, epperò ugualmente significativa, come spero concorderete leggendo. Ogni persona infatti fa i suoi bilanci di fine anno (d’accordo, a volte meglio evitarli…), ogni persona ha un punto di osservazione differente anche sul mondo. E nessun bilancio è uguale, nessun bilancio è mai _definitivo_. ## Sistema solare e oggetti vicini Prima cosa, il conteggio dei _Near Earth Asteroids (NEO)_ , gli asteroidi vicini alla Terra, ha superato la soglia dei 40.000. Un banzo in avanti niente male, rispetto ai 30.000 del 2022. Ne sappiamo molto più di prima, insomma, di tutti i sassi che ci girano intorno e monitoriamo sempre più attivamente quelli potenzialmente “pericolosi”. In Italia in particolare esiste da un po’ di tempo il progetto Sorvegliati Spaziali dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, al quale sono onorato di collaborare, che – tramite il sito stesso e le sue presenze nei _social_ – fornisce una eccellente opera di divulgazione in questo settore (a proposito, è appena stato inaugurato un comodo servizio di newsletter, potete iscrivervi andando sul sito). Venendo ai singoli oggetti, alquanto interessante la natura dell’asteroide 2025PN7, scoperto in agosto, che ha assunto una orbita “quasi satellitare” rispetto al nostro pianeta. Interessante non tanto per la scoperta, direi: in realtà la Terra ha già diversi “quasi satelliti” noti, ovvero (per essere pedanti) 164207 Cardea, 469219 Kamo‘oalewa, (277810) 2006 FV35, 2013 LX28, 2014 OL339 e 2023 FW13. L’interesse per me deriva dal fatto che l’astrofisico **Avi Loeb** ha ipotizzato per questo asteroide un’origine tutt’altro che _cosmica_. Tale supposto asteroide sarebbe infatti, secondo i calcoli di Loeb, niente altro che la sonda sovietica Zond 1, che fu inviata nel lontano 1964 a studiare Venere, ma poi scomparve inghiottita nello spazio, mancando l’obiettivo – secondo gli esperti – di circa centomila chilometri (d’accordo, non si può riuscire in tutto, poi erano gli anni Sessanta, ricordiamocelo: tanta buona musica, ma l’avventura spaziale era ancora acerba). Sull’ipotesi specifica non commento, perché non avrei nemmeno gli strumenti per verificare i calcoli di Loeb. E poi nessuna idea (ok, quasi nessuna: escluderei _terre piatte_ e robe simili) deve essere scartata a priori, senza prendersi il tempo e la fatica della necessaria verifica. Però ricorda molto – anche ad un quasi analfabeta di fantascienza come me – la faccenda della V’ger, con la gradita differenza che 2025PN7 non ha (mi pare di capire) l’obiettivo dichiarato di distruggere il nostro pianeta. ## Missioni spaziali e telescopi volanti Anche in questo campo si registrano diversi aggiornamenti interessanti. Intanto, **SPHEREx** ,lanciato da SpaceX il 11 marzo 2025, ha trasmesso le prime immagini a fine marzo. Questo telescopio a infrarossi sta creando la prima mappa spettroscopica completa del cielo in un centinaio di bande (poco più, poco meno, a seconda di dove cercate l’informazione), scansionando oltre 450 milioni di galassie e 100 milioni di stelle (e scusate se è poco) . Il **Rubin Observatory** (ex LSST) ha iniziato l’operatività scientifica nel corso dell’anno. Con la sua gigantesca camera digitale, raccoglie immagini dell’intero cielo australe ogni pochi giorni, aprendo nuove incredibili possibilità alla _time‑domain astronomy_ (l’astronomia delle cose che cambiano rapidamente, in pratica) e alla scoperta – appunto – di transienti e asteroidi. A febbraio, il **telescopio Euclid** ha catturato l’immagine di un fantastico anello di Einstein intorno alla galassia NGC 6505, immagine che potete ammirare qui sotto. Il telescopio, orbitante ad un milione e mezzo di chilometri sopra le nostre teste, ha già individuato milioni di galassie e sta preparando un catalogo di oltre 26 milioni di oggetti. L’anello di Einstein scoperto da Euclid. Crediti: ESA/NASA Il **James Webb Space Telescope** , dal canto suo, ha continuato a fornire scoperte pionieristiche e imbarazzanti: individuazione di galassie mature nell’universo primordiale (cosa che dà diversi grattacapiai teorici della formazione galattica), caratterizzazione atmosferica di esopianeti esotici (inclusoil curioso PSR J2322‑2650 b di cui parlo qui sotto), osservazioni di buchi neri supermassicci ai primi tempi cosmici e supernove remote. Il 2025 segnala, inoltre, almeno un pensionamento “illustre”. A marzo infatti la sonda Gaia è stata completamente disattivata, dopo circa dodici anni di onorato servizio. Gaia ha realizzato un catalogo – che comprende posizione, velocità, colori – di quasi due miliardi di stelle della nostra Via Lattea (insieme a quasar, altre galassie ed oggetti del Sistema Solare) che veramente non ha precedenti, la cui edizione definitiva non è ancora stata rilasciata (sarà la quinta versione, ora stiamo aspettando la quarta) e darà materia di indagine per gli astronomi, verosimilmente, per alcuni decenni. Per la nostra conoscenza della formazione ed evoluzione della Via Lattea, la sonda è veramente uno spartiacque. Del mio personale coinvolgimento con Gaia – iniziato ancor prima che partisse – ho scritto in questa sede, qualche tempo fa. ## Esopianeti e robe simili Consideriamo pure che agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, gli esopianeti conosciuti erano ancora _zero_. Il primo infatti risale al 1995. Oggi ne listiamo _migliaia_. Mentre scrivo, il catalogo dice 6199 (filtrando quelli scoperti nel 2025, siamo a ben 278). Qualche caso particolarmente esotico, qui di seguito. * **PSR J2322‑2650 b** , exoplaneta in orbita attorno ad una pulsar con periodo rotazionale di qualche millisecondo, è un gigante gassoso (la cui massa è simile a Giove) con un’atmosfera composta da elio e carbonio, priva di ossigeno e azoto. Allungato come un limone a causa delle forze di marea, la sua peculiare atmosfera potrebbe produrre piogge di diamante: evocative a pensarci, probabilmente non molto gradevoli a subirle… * **Esopianeti binari** stile Tatooine: nel 2025 sono stati confermati sistemi circumbinari sorprendenti come 2M1510(AB)b (pianeta che orbita intorno a due nane brune) e tre di tipo terrestre, intorno al sistema binarioTOI‑2267. * **K2‑18b** , precedentemente al centro di discussioni sui possibili segni di presenza di vita (i famosi _biomarcatori_), ci ha fornito nuovi dati atmosferici grazie al James Webb, ma le interpretazioni rimangono ancora controverse. ## Comete interstellari e cose nuove **3I/ATLAS** , la cometa interstellare di passaggio dentro Sistema Solare, è stata osservata e persino fotografata dai rover a spasso su Marte, aggiungendo un terzo prezioso oggetto dopo **‘Oumuamua** e **Borisov**. Il già citato Lueb non ha mancato di indicare la possibile origine artificiale di tale oggetto, stavolta attribuendolo ad una civiltà estraterrestre (se mi posso permettere, era più divertente l’idea di un oggetto lanciato dalla Terra che tornava al mittente, con o senza cattive intenzioni). Tra le _cose nuove_ sicuramente è da citare la scoperta di Quipu, una delle più grandi strutture cosmiche mai osservate fino ad oggi, con una estensione stimata di circa 1,37 miliardi di anni luce (tredicimila volte il diametro della Via Lattea, per intenderci). Che l’universo mostri una organizzazione complessa sia a piccole che a grandi scale è essa stessa una sorpresa, e sorprendentemente le cose più grandi a volte – proprio per la loro smisurata estensione – sono le più difficili da scoprire. ## Energia oscura, cosa farà da grande Dati spettroscopici su milioni di galassie, ottenuti con il programma Desi, suggeriscono che l’energia oscura potrebbe non essere una costante cosmologica, ma qualcosa (ancora, non si sa cosa) variabile nel tempo. Questo ovviamente cambia profondamente le carte in tavola quando si va a ragionare sul destino ultimo dell’universo (e non potrebbe essere che così, visto che l’energia oscura è circa i ¾ di tutto ciò che esiste, secondo le teorie). Anzi, scombina proprio il mazzo. Nota personale, rimango ancora più ammirato del mio piccolo e prezioso _Oxford Dictionary of Cosmology_ edito nel lontano 2009, quando sotto la voce _future of the universe_ , dopo aver citato – tanto per mettere le mani avanti – il grande fisico **Neils Bohr** (“le previsioni sono sempre difficili, specialmente per il futuro”) saggiamente avvisava che (trraduzione mia) > Fino a quando le proprietà dell’energia oscura non saranno definitivamente chiarite, sono possibili solamente congetture. Fino ad allora, l’evoluzione ancora sconosciuta dell’energia oscura ha la possibilità di far saltare ogni nostra previsione sul futuro dell’universo. ## Onde gravitazionali Al marzo 2025, la rete LIGO‑Virgo‑KAGRA ha annunciato almeno 200 rilevazioni di candidati durante la serie di osservazioni denominata “O4”, arricchendo notevolmente il catalogo di fusioni rilevate tra buchi neri e stelle di neutroni. Se ricordiamo che le onde gravitazionali, che Einstein pensava non si sarebbero mai potute rilevare (e lo capisco, vista l’esiguità del segnale che arriva a Terra), sono state rilevate la prima volta appena una decina di anni fa, possiamo solo meravigliarci di come questa nuova _finestra osservativa_ ci abbia spalancato veramente un _altro_ modo di leggere il cosmo, captando segnali da accadimenti violenti e lontanissimi. ## Tutto il resto Quel che rimane fuori da questo breve resoconto (anche se come post è _lunghetto_ , complimenti se siete ancora qui) è _tantissimo_. Soprattutto è la passione di tante ricercatrici e ricercatori, di ogni età, di ogni classe sociale, nazionalità, credo religioso, che ogni giorno (ogni notte, per chi osserva in banda ottica) si mettono al lavoro per aggiungere tassellini nuovi al grande arazzo cosmico in costruzione, che pare piuttosto un frattale, nel senso che più si approfondisce più vengono fuori nuovi particolari, con un rilancio di complessità che io penso non avrà mai fine e ci terrà _fino in fondo_ impegnati in questa bell’avventura di conoscere il cielo. E nella altrettanto bella – per alcuni, perfino _di più_ – avventura di _raccotarlo_ , che può diventare quasi una missione di vita. Lo scrivo, lo ammetto, pensando ora anche a me stesso. Ma non certo per un protagonismo. Ve ne sono tantissime di persone che fanno questo, in molti modi molto più brave di me: alcune ho il privilegio di conoscerle, di imparare da loro. Poi non conta più la bravura, non conta solo quella. Conta il _dire di sì_ a qualcosa che può presentarsi come una vera vocazione. _Il cosmo è fatto di storie non di atomi_ diceva la poetessa **Muriel Rukeyser** (e solo per questo io le darei una laurea in astronomia anche _post mortem_ , perché aveva realmente capito la stoffa dell’universo, ancor prima di **Carlo Rovelli** e del suo accento sulla _relazione_ come ente fondamentale), e le storie non hanno senso se non sono _raccontate_. La frase è il motto del Gruppo Storie dell’Istituto Nazionale si Astrofisica: proprio uno di quegli ambienti dove-anche quest’anno – ho la fortunata possibilità di imparare molto. Anche dimorando nella redazione diEdu INAF (e scrivendo la mia rubrica) imparo e cresco. Che è sempre bello, ma alla mia età, è veramente una cosa meravigliosa. ## Da leggere Di libri usciti nel 2025 che meritano di essere letti ve ne sono _a pacchi_. Date un’occhiata per esempio alle prime righe della pagina recensioni di Media INAF. Qui mi permetto di proporne solo un paio, che sono capitati sotto i miei occhi. Il primo è _Il lato curvo dell’universo_ (Bompiani), di **Kip Thorne** e **Lia Halloran** , che ho recensito proprio per Media INAF. Nella recensione trovate i motivi per cui – dopo un iniziale momento di diffidenza – mi sono realmente entusiasmato, nella lettura. Chiudendo il testo capirete che si può fare poesia con le onde gravitazionali e gli strumenti per misurarle (e che la vista può godere di una immersione in stupente tevole colorate). L’altro lo sto leggendo in questi giorni ma già ve lo voglio consigliare. E’ quello del già citato **Carlo Rovelli** , _Sull’eguaglianza di tutte le cose. Lezioni americane_ (Adelphi). Rovelli ha il pregio – purtroppo raro su questo pianeta, in questa epoca – di non essere _politicamente corretto_ e dice sempre ad alta voce quello che pensa, soprattutto riparte dal mondo fisico per sviluppare considerazioni filosofiche di ampia portata . Sulle quali si può ovviamente dissentire, ma che mettono in moto il ragionamento e soprattutto mostrano come la fisica moderna sia una vera _scuola di pensiero_ , che sfida costantemente le nostre certezze più sedimentate. Consueto per Rovelli – ma sempre spiazzante per chi legge – muoversi su due binari, spazzando via tonnellate di considerazioni editoriali di _bassa orbita_ sul “livello” a cui deve adeguarsi il testo: l’esposizione infatti è molto scorrevole e praticamente depurata da equazioni matematiche, tuttavia le estese note a piè di pagina possono anche essere molto tecniche, oltreché arricchite da riferimenti a diversi articoli specialistici. Insomma due testi _particolari_ , che escono coraggiosamente dalle convenzioni ormai stantìe di come un libro divulgativo “debba” essere prodotto. E per questo, credo, _vincono_. Poi, se volete, c’è sempre E tu Luna (Amazon), scritto da me in collaborazione con il poeta Claudio Damiani. Testo che non posso tecnicamente “consigliare” per ovvi motivi di conflitto di interesse, ma credo mi sia comunque lecito il rimandarvi al racconto della sua realizzazione. Un testo – oso dire – anche questo _particolare_ , per conoscere il nostro unico satellite naturale, con informazioni scientifiche accessibili ed aggiornate e con un’apertura alla poesia, alla musica, al cinema. Con una magnifica prefazione di **Elisa Nichelli** (questo posso dirlo, perché non parlo di me), e con alcune speciali elaborazioni fotografiche, realizzate da valenti ricercatori dell’Osservatorio Astronomico di Roma. ## Continua… La storia continua nel 2026 e ovviamente oltre, ma non in modo automatico. Dipende da noi. Le storie vanno raccontate ma vanno innanzitutto _ascoltate_ , altrimenti il racconto è inutile. L’ascolto è _preventivo_ perché un cielo stellato, guardato ad occhio nudo, racconta già tantissimo, senza bisogno di nessun astronomo (men che mai, erudito). E connette il nostro cuore al cosmo, che è tra le cose più belle che possono avvenire (proprio per questo, va difeso). Ed è anche la ragione per cui si studia e si racconta, questo incredibile universo. Se non perdiamo la curiosità, vedremo (ancora) meraviglie. Auguri! * * * 1. in rete vi sono moltissimi articoli che trattano dell’astronomia nel 2025, in più chiedendo all’Intelligenza Artificiale (come io stesso ho fatto, come pure per realizzare l’immagine di copertina, del resto) si ottiene un resoconto piuttosto interessante, anche se un po’ schematico e certo più asettico di questo in cui vi siete appena imbattuti. Qui, prendo spunto da varie fonti ma compilo una lista alquanto personale e sicuramente non troppo equilibrata, facendomi guidare dai miei interessi, da cià che più mi coinvolge e mi emoziona.↩︎ __ FacebookXTelegramStampa ### Mi piace: Mi piace Caricamento... ### _Correlati_ * * * ### Scopri di più da Stardust Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti
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December 31, 2025 at 10:10 AM
In un racconto dell'amico e collega Gianluca Li Causi, la scoperta della bizzarra natura di una cometa... tutt'altro che "classica" !

https://www.stardust.blog/2025/12/la-cometa-interstellare/
Ho letto questo racconto, dell’amico e collega **Gianluca Li Causi** (astronomo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, nonché autore di alcune elaborazioni fotografiche presenti nel libro E tu Luna), con molto piacere. L’idea su cui è costruito è semplice ma intrigante. Personalmente vi ho trovato echi delle teorie di Federico Faggin (che ho avuto anche il privilegio di conoscere di persona) oltre a estrapolazioni della fisica quantistica capaci di far riflettere ben oltre l’arco narrativo del racconto stesso. Proprio nel far riflettere su alcune peculiarità della fisica (e in particolare quelle del mondo elusivo delle particelle, retto da leggi assai diverse da quelle che, a scale ben più grandi, sembrano determinare l’esperienza comune), si trova, a mio avviso, la vera ragion d’essere di questo breve racconto. Un altro indubbio pregio è restituire qualcosa dell’atmosfera di un vero ambiente di ricerca (chi li frequenta non farà fatica ad accorgersene, nella lettura). Lo stesso Gianluca ce lo conferma. > In questo racconto breve ho voluto immaginare come sarebbe osservare la cometa interstellare con lo strumento SHARK-VIS (costruito nei nostri laboratori all’Osservatorio di Roma e installato al telescopio LBT in Arizona) descrivendo la vera atmosfera che si respira durante le nostre osservazioni; nel racconto la guardiamo e (qui interviene la parte di finzione narrativa) scopriamo cose quasi inverosimili, ben al di là della comprensione umana… D’accordo con l’Autore, intendiamo proporvi questo testo proprio in questi giorni, nei quali si è verificato il massimo avvicinamento a Terra della cometa 3I/Atlas. Giorni nei quali si è portati anche a riflettere su un altra “cometa” – che probabilmente cometa non fu – quella che, secondo la tradizione, seguirono i Magi nel loro ricercare Chi desse senso all’uomo, orientandolo nel suo percorso nel cosmo. La cometa del racconto, come potrete leggere, è ben più di una “usuale cometa” come 3I/Atlas si dimostra essere, perché dalle sue caratteristiche si è portati a pensare… ma non voglio guastarvi il piacere di scoprirlo, proprio attraverso le parole di Gianluca. Buona lettura… e auguri! > ## 1. Lo strumento > > Il telescopio respirava, o almeno così pareva a chi, come La Zia, sapeva riconoscerne il cuore meccanico e le pulsazioni ottiche. > Nei sotterranei dell’osservatorio le pompe idrauliche gemevano a intervalli regolari e i ventilatori inspiravano e ricacciavano flussi d’aria con la costanza di un polmone artificiale. L’ossatura titanica che sorreggeva gli specchi, mantenendoli allineati con precisione micrometrica, aveva impiegato > appena un minuto per puntare il bersaglio di quella notte con un’accuratezza incredibile. Quel mastodontico mostro d’acciaio, pesante tonnellate, aveva percorso mezzo cielo scivolando silenzioso come una piuma leggera sul velo d’olio dei cuscinetti a pressione, poi si era fermato con decisione verso l’alfa della Vergine, inseguendone adesso il moto siderale con la perfezione di un orologio svizzero. > > La Zia — così lo chiamavano tutti, con quell’affettuosa abbreviazione che aveva sostituito il suo vero nome — non aveva mai smesso di pensare al telescopio come a un organismo. Non perché volesse umanizzarlo, ma perché nessun’altra metafora gli sembrava adeguata. Era un uomo dalla mente visionaria, tecnologo tenace e squisitamente sperimentale, con il sogno di rivelare l’ignoto realizzando strumenti capaci di sfruttare ogni risvolto delle leggi di natura. Come il V-Squalo, la telecamera avveniristica che registrava la visione del telescopio con il massimo dettaglio fisicamente possibile. > > L’osservazione era ormai iniziata. Il sensore scattava fotogrammi al frenetico ritmo di cento al secondo, nel tentativo di catturare ogni effimera variazione di quella macchia di luce che solo un astronomo avrebbe riconosciuto essere una stella… Scarica gratuitamente il PDF per leggere il racconto completo. La cometa interstellareDownload __ FacebookXTelegramStampa ### Mi piace: Mi piace Caricamento... ### _Correlati_ * * * ### Scopri di più da Stardust Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti
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December 21, 2025 at 4:32 PM
Ogni nuova tecnologia di osservazione apre un “nuovo universo”, trasformando la nostra percezione del Sistema Solare. Juno non fa certo eccezione.

https://www.stardust.blog/2025/12/sorvolando-ganimede/
Io dico che ogni volta che si rende disponibile un nuovo modo di guardare il cosmo, si apre in realtà un _nuovo universo_. Ma in fondo è stato così da sempre, fin dall’inizio, fin dal principio della nostra avventura su questo piccolo pianeta, in orbita attorno ad una piccola stella, alla periferia di una enorme galassia a spirale. Così, le sonde moderne ci stanno regalando – proprio in questi anni – _un nuovo Sistema Solare_ , perchè i classici pianeti (diciamocelo, un po’ noiosi e «statici») che avevamo studiato a scuola, in qualche modo, è come se non esistessero più. O meglio, è come se fossero stati sostituiti da entità cangianti e meravigliose da guardare, da investigare, da ammirare. Ogni pianeta, ogni luna è un mondo a sé, ha caratteristiche uniche. E questo lo stiamo imparando proprio _adesso_. Proprio adesso è tutto nuovo, è tutto fresco, è tutto ancora da scoprire. E possiamo finalmente sperimentare _cose nuove_. Possiamo farci nuove domande. Come è volare sopra la luna più grande del Sistema Solare, come potrebbe sembrare ammirare dall’alto l’atmosfera del pianeta più grosso? Interrogativi che fino a pochi anni fa semplicemente non avevano alcun senso, potevano piuttosto sembrare questioni astratte. Poi, la tecnica di investigazione dello spazio è andata avanti. Ad inizio di agosto del 2011 la NASA ha lanciato la sonda Juno. Nel 2021, la sonda ha sorvolato Ganimede, una enorme luna di Giove (il quale di lune, parlando solo di quelle identificate, ne vanta quasi cento), scattando una serie di immagini digitali con le quali si è potuto ricostruire il sorvolo dettagliato. Secondo me il video è emozionante (grazie anche alla musica di Vangelis) e consiglio di vederlo a pieno schermo, dedicandogli – una volta tanto – una attenzione _totale_. Un’avventura formidabile, condensata in appena quattro minuti. All’inizio, Juno si lancia verso la superficie della luna, larga ben cinquemila chilometri, rivelando un paesaggio ghiacciato pieno di scanalature e crateri. Ed è già emozionante, osservare Ganimede in questo modo. Sembra proprio di sorvolarla. Le scanalature sono probabilmente causate dallo spostamento di faglie superficiali, mentre (ovviamente) i crateri sono causati da una serie di impatti violenti subiti dal satellite nell’arco della sua esistenza. Proseguendo indomita nel suo viaggio interplanetario, Juno esegue poi il suo trentaquattresimo passaggio ravvicinato sopra le nuvole di Giove. Il video, che rielabora le immagini di Juno per offrire una vista da «capitano di astronave» per i due sorvoli, mostra numerose nuvole vorticose nella parte nord. Fasce e altre zone colorate circondano il pianeta, con diverse nuvole bianche di forma ovale appartenenti alla Catena di Perle, poi infine altre nuvole vorticose al sud. Dobbiamo ringraziare di vivere in questi tempi così particolari, dove l’universo – vicino e lontano – si fa scoprire ogni giorno un po’ di più, e quello che vediamo non solo ci aiuta a comprendere dal punto di vista scientifico, nascita ed evoluzione dei corpi celesti, ma ci riempie di meraviglia e di stupore. Questo è uno dei compiti più nobili della scienza, mettersi a servizio della nostra capacità di meravigliarci e commuoverci – per un panorama, per un tramonto, per un abbraccio, per un animale domestico, per un sorvolo planetario – e meravigliandoci, continuare il viaggio nella conoscenza, quel viaggio che – insieme con quello meraviglioso e difficile dell’amore – ci rende veramente _vivi_. __ FacebookXTelegramStampa ### Mi piace: Mi piace Caricamento... ### _Correlati_ * * * ### Scopri di più da Stardust Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti
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December 19, 2025 at 10:31 AM
Il famoso divulgatore Neil de Grasse Tyson, nel suo _Astrofisica per chi va di fretta_ ammette che la Terra è il suo vero pianeta preferito. Difficile dargli torto, ammirando questa spettacolare panoramica presa dalla Stazione Spaziale Internazionale.

Davvero non c'è pianeta così bello, almeno […]
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December 10, 2025 at 10:09 AM
Tra buchi neri e onde gravitazionali, “Il lato curvo dell'universo” (Bompiani, 2025) propone una vera e propria fusione di linguaggi. Scritto in versi liberi dal Nobel per la fisica Kip Thorne e illustrato dall'artista Lia Halloran, il libro racconta alcuni dei fenomeni più esotici del cosmo […]
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December 5, 2025 at 1:15 PM
_L'universo è fatto di storie, non di atomi. *E' quello che diceva la poetessa ed attivista **Muriel Rukeyser_ * e siamo totalmente d'accordo con lei. Noi del **Gruppo Storie **dell'Istituto Nazionale di Astrofisica ci crediamo profondamente e sperimentiamo […]

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December 5, 2025 at 9:51 AM
Al centro visite dei radiotelescopi di Medicina, tracce preziose di antica tecnologia.

Quanta astronomia si è memorizzata su queste bobine a nastro, ormai sconosciuta ai più! Eppure perfino le sponde Voyager ai confini estremi del Sistema Solare hanno dei […]

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December 4, 2025 at 2:12 PM
Corre l'anno 2005. Sotto cieli densi di metano e azoto, la sonda **Huygens** tocca finalmente il suolo di Titano, la luna più grande di Saturno.

La discesa, durata due ore e mezza, apre una finestra su un mondo che apparentemente non ci appartiene: rocce […]

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December 1, 2025 at 1:45 PM
L'immagine ha più di quindici anni ma le sorprese continuano ad arrivare. Cosa vediamo qui? Pennacchi spettacolari, sia grandi che piccoli, spruzzano ghiaccio d’acqua da molti punti lungo le celebri _tiger stripes_ , vicino al polo sud della luna di Saturno […]

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November 30, 2025 at 5:35 PM
Ci sembra di stare fermi, magari seduti al tavolo o sbragati sul divano, pare che non si muova niente. Epperò ci sbagliamo. Secondo gli ultimi dati il Sistema Solare (e noi con lui) si sta muovendo in questo momento alla velocità di  1357 km/s, ovvero a quasi _cinque milioni di chilometri […]
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November 29, 2025 at 10:20 AM
La splendida galassia **NGC1068** contiene un buco nero nella zona centrale, che è di massa doppia rispetto a quello che abita il centro della Via Lattea. I dati dell’Osservatorio a raggi X Chandra della NASA mostrano che un vento di 1,6 milioni di km/h viene […]

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November 28, 2025 at 11:12 AM
Tra memoria contadina e sogni di cosmo, la voce di Antonio Seccareccia illumina la Luna come spazio di libertà autentica.

https://www.stardust.blog/2025/11/quella-villa-sulla-luna/
**Antonio Seccareccia** nacque a Galluccio (provincia di Caserta) nel 1920 e si spense a Frascati (in provincia di Roma, assai vicino a dove scrivo adesso) nel 1997. Da ragazzo fece il contadino. A diciotto anni si arruolò nei Carabinieri, dove rimase fino al 1966. Diceva di se stesso: _Se potessi tornare indietro, farei il contadino per tutta la vita. La Natura non tradisce mai chi la conosce’ama: gli uomini sì_. “Una villa sulla Luna”, elaborazione dell’Autore attraverso Copilot Designer di Microsoft In questa rubrica ho sfiorato la sua figura già molte volte, parlando del premio che si svolge ogni anno in suo onore (appunto, _Premio Frascati Poesia Antonio Seccareccia_), perché mi sono occupato spesso delle poesie dei suoi finalisti. Giunto ora alla sessantacinquesima edizione, vedrà l’evento di consegna del premio – guarda caso – proprio il giorno successivo all’uscita di questo mio articolo. Essendo uno dei premi di poesia più autorevoli nel territorio nazionale, scandagliare i testi che da lì son passati, cercandone tracce di _cosmo_ , è un modo che ho scelto per confrontarmi su come il cielo entri nella produzione poetica più attuale. Insomma il _premio_ – per la sua autorevolezza, per la sua storia – mi appare un osservatorio privilegiato, per i nostri scopi… [Continua a leggere sul magazine EduINAF] __ Facebook Twitter Stampa ### Mi piace: Mi piace Caricamento... ### _Correlati_ * * * ### Scopri di più da Stardust Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti
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November 27, 2025 at 2:31 PM
Che posso dire? Sono pieno di ammirazione per queste due fantastiche sonde *quasi gemelle *(curiosamente, la seconda lanciata qualche giorno prima dell'altra). La più distante da noi, Voyager 1 (l'oggetto artificiale più lontano dalla Terra in assoluto), sta […]

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November 27, 2025 at 12:54 PM
🔭 Il James Webb Space Telescope, con la sua **NIRCam** , ha catturato un’immagine ad altissima risoluzione della **Red Spider Nebula** , una affascinante nebulosa planetaria.

Tali nebulosa sono immensi involucri di gas emessi da una stella che si avvia alle […]

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November 26, 2025 at 9:17 AM
Continuano ad arrivare nuovi particolari rispetto all'origine del pianete che - tramite una terribile collisione con la Terra, quando era molto giovane - diede luogo alla nostra Luna. Pare accertato ora che Teiha, il pianeta che ci è spudoratamente venuto addosso, provenisse dalle regioni […]
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November 25, 2025 at 8:46 AM
Sicuramente insolita la cometa 3I/ATLAS, per diversi motivi (ben spiegati nell'articolo del National Geographic). Purtroppo l'idea dell'astronave aliena - per quanto attraente - è difficilmente sostenibile dal punto di vista scientifico.

Ma non c'è bisogno di ipotizzare improbabili visite […]
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November 24, 2025 at 11:14 AM
Incredibile trovarci a “fare i conti” con quanto disse un certo Max Planck, proprio a casa nostra (durante un convegno a Firenze) nel lontano 1944!

Sono concetti forti: la materia come tale non esiste sarebbe l'ultima cosa che ci verrebbe da pensare. O magari […]

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November 23, 2025 at 11:30 AM
Beh, lo sto leggendo (per una recensione da pubblicare su Media INAF) ed è fantastico.

Ho dovuto superare qualche resistenza, elaborare qualche perplessità. L'idea di raccontare le cose più bizzarre del nostro cosmo rinunciando non solo alle formule […]

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November 22, 2025 at 12:29 PM
Riparte il concorso di scrittura dedicato a Gianni Rodari. Siamo giunti alle sesta edizione e possiamo dire, noi che operiamo "dietro le quinte" (io personalmente sono nella giuria) che è sempre stata un'occasione preziosa per confrontarci con la creatività meravigliosa di tante ragazze e […]
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November 21, 2025 at 10:40 AM
Un resoconto "dall'interno" di una esperienza tra divulgazione e teatro, ideato dalla Compagnia del Sole sotto il patrocinio dell'INAF

https://www.stardust.blog/2025/11/albert-a-bari-due-giornate-relativistiche/
È andata davvero bene, direi. Del resto, Flavio, Marinella e collaboratori sono bravissimi anche a farti sentire a tuo agio. La serata, composta da interventi di natura (solo apparentemente) eterogenea, si è mirabilmente sviluppata come fosse una cosa unica: dopo un’introduzione di un giovane e talentuoso attore, **Michele Marullo** , sull’intelligenza artificiale, sono stato invitato a salire sul palco per una chiacchierata (con diapositive) su **Albert Einstein** e il cosmo che _non è come sembra_ (e non lo sarà mai più, dopo il suo passaggio su questo pianeta). Infine, è arrivato il piatto forte: è stato il turno di Flavio sul palco, con _Albert eD IO_. Ma per andare con ordine, riavvolgo il nastro. La collaborazione con la _Compagnia del Sole_ per noi del Gruppo Storie di INAF non è una novità, ma un percorso di _reciproca contaminazione_ che a ogni tappa si mostra più avvincente e ricco di significato. Su queste pagine ne abbiamo parlato diverse volte, con recensioni dei loro spettacoli a tema scientifico, e anche con una bella intervista a **Flavio Albanese**, il bravissimo attore protagonista di molte delle loro produzioni. Flavio Albanese in “Albert eD IO” (Teatro Kismet di Bari) Stavolta l’occasione si è creata con la rassegna E.S.T. (Etica, Scienza e Teatro) pensata dalla Compagnia, che si svolge a Bari, fino al 15 dicembre. Il _focus_ della rassegna, nella relativa pagina, ne racconta bene l’idea: > Uno spazio-tempo per chi ama scoprire, esplorare e meravigliarsi. Fisica classica e quantistica, intelligenza artificiale, astrofisica, filosofia, mitologia, poesia e… magia 🪄 Un percorso che intreccia arte e scienza, teatro e divulgazione. Noi del Gruppo Storie INAF siamo stati invitati dalla Compagnia per raccontare in modo divulgativo (ma senza banalizzarli) i vari temi scientifici dello spettacolo _Albert eD IO_ (scritto da **Francesco Niccolini** e interpretato da Flavio Albanese, con la regia di **Marinella Anaclerio**) che si sarebbe tenuto a Bari. Chi vi scrive è l’inviato del Gruppo, incaricato di tenere il seminario. E per me, il coinvolgimento attivo è iniziato già alcuni giorni prima dell’entrata in scena… [Continua a leggere sul sito Edu INAF] __ Facebook Twitter Stampa ### Mi piace: Mi piace Caricamento... ### _Correlati_ * * * ### Scopri di più da Stardust Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... Iscriviti
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November 20, 2025 at 8:09 AM