#CittaMigrante
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December 1, 2025 at 9:22 AM
“Le soluzioni non sono l’esercito e la zona rossa” #sicurezza #reggioemilia – L'intervento di Federica Zambelli, presidente di #CittaMigrante
https://cittamigrante.noblogs.org/post/2025/02/08/le-soluzioni-non-sono-lesercito-e-la-zona-rossa-sicurezza-reggioemilia/
“Le soluzioni non sono l’esercito e la zona rossa” #sicurezza #reggioemilia
<div> <p><strong><span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x10flsy6 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x x4zkp8e x41vudc x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h" dir="auto">Condividiamo di seguito l’intervento di Federica Zambelli, presidente di #CittàMigrante in merito alla zona rossa e alla lettera del comitato 4 novembre sulla zona stazione a Reggio Emilia<br/> </span></strong></p> <p><em>Condivido, come più volte ho espresso, le emergenze nel quartiere della zona stazione sollevate dal Comitato 4 novembre. Ciò che credo è che la soluzione a queste problematiche non siano l’esercito e la cosiddetta zona rossa. E’ notizia di poche ore fa <span class="css-ip93g7"><a class="css-ip93g7" href="https://www.reggiosera.it/2025/02/sicurezza-zona-rossa-in-stazione-e-in-parte-del-centro-storico/322910/" target="_self">che è stata firmata dal prefetto Maria Rita Cocciufa l’ordinanza che istituisce la zona rossa</a></span> in diverse vie della città fra cui la zona della stazione. La zona rossa, come sottolineato anche dagli avvocati del Consiglio direttivo della Camera penale di Milano, manifesta profili di violazione dei principi costituzionali, sottolineo inoltre che tale provvedimento nasce all’interno del disegno di legge denominato “ddl sicurezza”.</em></p> <p><em>Quello che penso che al massimo si potrà ottenere con questi interventi è uno spostamento nei quartieri limitrofi degli stessi fenomeni, come per altro sta già avvenendo, che più si espandono e si ramificano, più diventano difficili da governare. Inoltre mi chiedo come sarà possibile operare a livello socio-sanitario all’interno della zona rossa.</em></p> </div> <div> <div class="single_post_incontent css-ktz1s2 eqy9a0o0"> <div class="css-1h7fs e681eb70"></div> </div> <p><em>Questo non significa che non sia necessario il lavoro e gli interventi delle forze dell’ordine, anzi sostengo azioni integrate e che le stesse forze dell’ordine debbano essere coinvolte nella progettazione sociale e sanitaria da mettere in campo e potenziare in zona stazione. A tal riguardo sarebbe interessante proporre un incontro con dei tecnici della riduzione del danno insieme al comitato 4 novembre in modo da affrontare in maniera approfondita la questione dell’uso/abuso di sostanze e di come gestire la complessità del fenomeno a tutela sia del territorio e dei suoi abitanti che del consumatore stesso. </em></p> </div> <div> <div class="single_post_incontent css-ktz1s2 eqy9a0o0"> <div class="css-1h7fs e681eb70"></div> </div> <p><em>È bene sottolineare che ciò che avviene nei pressi della Stazione di Reggio Emilia investe altre città contemporanee in quanto questi fenomeni sono determinati da cause strutturali che vanno dalla crisi economica, al crollo dell’occupazione, alle difficoltà di accesso alla casa, al quadro normativo che regola i flussi migratori. Anche per questo, al di là dell’approccio ideologico che ognuno può avere, non esiste una soluzione né facile né immediata. </em></p> </div> <div> <div class="single_post_incontent css-ktz1s2 eqy9a0o0"> <div class="css-1h7fs e681eb70"></div> </div> <p><em>Il comitato 4 novembre ha affermato che “il degrado è forse per qualcuno un’occasione per guadagnare”. Rispondo a questo che chi guadagna dal degrado è sicuramente la criminalità organizzata che trova manovalanza a basso costo e spesso disposta a tutto. Inoltre, a detta del comitato, l’assessora Rabitti al Graffio su Telereggio avrebbe sostenuto che “i soggetti che girano intorno alla stazione non si riescono a recuperare”. </em></p> </div> <div> <div class="single_post_incontent css-ktz1s2 eqy9a0o0"></div> <p><em>In merito a questo tema come ho anche ribadito durante la stessa trasmissione penso che oggi i servizi non siano adeguati ai bisogni che emergono e che ci sia la necessità di ripensare il servizio per esempio nella sua prossimità di accesso. Inoltre è bene sottolineare che tante sono le persone che aderirebbero ad un progetto di accoglienza ma che ad oggi non si è in grado di far fronte a tutte le richieste. Basti pensare ai percorsi di accoglienza proposti da associazioni del territorio che ben funzionano ma non sono sicuramente sufficienti e alla lista di attesa per accedere al dormitorio. Servizi che avrebbero bisogno di essere implementati. </em></p> </div> <div> <div class="single_post_incontent css-ktz1s2 eqy9a0o0"></div> <p><em>Ribadisco che non ho mai dichiarato di voler “trasformare il quartiere della Stazione in una grande zona libera per spaccio e consumatori di droga” nemmeno indirettamente come sostiene il comitato, ma affermo che sono favorevole ad una area di consumo controllato che è tutta un’altra cosa, cioè una progettazione che va nella direzione di controllare e governare i fenomeni droga-correlati in un’ottica di sicurezza del territorio. Anche su questo sarebbe importante fare un incontro di approfondimento con il Comitato dove mostrare i risultati degli studi che arrivano in merito da altre città europee.</em></p> </div> <div> <div class="single_post_incontent css-ktz1s2 eqy9a0o0"></div> <p><strong>Federica Zambelli – Ass. Città Migrante</strong></p> </div>
cittamigrante.noblogs.org
February 8, 2025 at 3:13 PM