Una riflessione di fine anno per capire cosa tenere e cosa lasciare
La fine dell’anno non è solo un cambio di calendario.
È uno spazio. Una pausa possibile.
Non per fare bilanci perfetti o liste di buoni propositi, ma per fermarsi un attimo e chiedersi: che cosa, in quest’anno, mi ha fatto stare bene? E che cosa no?
La riflessione che ti propongo qui sotto, nasce da questo bisogno semplice e spesso trascurato: capire cosa vale la pena portare con noi e cosa, invece, possiamo finalmente lasciare andare. Non è un esercizio motivazionale.
Non serve a dimostrare niente a nessuno.
E soprattutto funziona solo se siamo sinceri con noi stessi. Ogni fine anno siamo bravissimi a fare bilanci.
Liste, buoni propositi, obiettivi, parole tipo crescita, cambiamento, nuova versione di me.
Ma poi? Quanto dura? Questa riflessione che ho preparato non è un esercizio carino da compilare per sentirsi meglio cinque minuti.
Funziona solo se sei disposta a essere onesta.
Altrimenti, te lo dico senza giri di parole: meglio non farla. Perché se scrivi quello che dovresti pensare,
se addolcisci ciò che ti pesa,
se giustifichi tutto “perché in fondo va bene così”,
non stai facendo un’analisi: stai solo rimandando. L’onestà è la parte scomoda (e indispensabile) Essere sinceri con sé stessi non significa massacrarsi.
Significa guardare i fatti senza raccontarsi favole.
- Cosa ti ha davvero fatto bene quest’anno
- Cosa ti ha stancata più di quanto fosse giusto
- Dove hai insistito per abitudine, paura o senso del dovere
- Cosa ha funzionato nella vita reale, non in teoria
Quando smetti di giudicarti e inizi a osservarti, succede una cosa interessante:
le risposte arrivano da sole.
E spesso sono molto più semplici di quanto immaginiamo. Perché può essere uno strumento potentissimo Se fatta con sincerità, questa riflessione serve a:
- capire cosa funziona davvero per te (non per gli altri)
- riconoscere cosa non vale più la tua energia
- smettere di ripetere schemi che ti prosciugano
- fare piccoli aggiustamenti concreti.
Non ti promette di diventare una persona nuova.
Ti aiuta a tornare più vicina a quella che sei, e già questo è tantissimo.
Un consiglio finale (spassionato) Non rispondere a tutte le domande per forza.
Non farlo di fretta.
E soprattutto: non scrivere quello che suona bene. Scrivi quello che è vero.
Anche se è scomodo.
Anche se è incompleto. Perché stare bene con sé stessi non nasce dai buoni propositi.
Nasce dalla chiarezza, dalla sincerità. Leggi con calma, rispondi quando vuoi, quando puoi, quando senti che è arrivato il momento giusto. Qui trovi il formato .doc, per compilarlo anche on line, e salvarlo poi tra i tuoi documenti per riprenderlo quando ne hai bisogno oppure stamparlo: https://docs.google.com/document/d/1icetfcSPHYuh43iQZbD5zZ_BcjhUVzfmOEaKxPsCsqI/edit?usp=sharing
Buon anno lettrice, lettore, scrivimi nei commenti se hai voglia di chiacchierare. E se questa riflessione ti è piaciuta, fammelo sapere, perché possiamo continuare con altri validi strumenti di analisi e introspezione.
Elisabetta.